WASPmed e IOR, tecnologia e innovazione in medicina

WASPmed e IOR, tecnologia e innovazione in medicina

  • 13 dicembre 2016
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Il gruppo WASPmedical incontra i ricercatori dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Il punto sullo sviluppo dei progetti legati all’introduzione della stampa 3D in medicina e la presentazione del nuovo corso di formazione “Tecnico per la fabbricazione digitale biomedicale”.

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WASPmedical, gruppo di lavoro che unisce ricercatori e professionisti del settore medicale, con l’obiettivo di offrire soluzioni su misura in grado di migliorare il lavoro dei medici e il benessere dei pazienti, ha incontrato venerdì 25 novembre 2016 i ricercatori e i tecnici dello IOR, Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, centro d’eccellenza per l’ortopedia e la traumatologia che già da alcuni anni sperimenta l’utilizzo della stampa 3D in ambito medicale. Durante la giornata, il team di WASPmed ha presentato i partner, i progetti, gli sviluppi più recenti nell’ambito della stampa 3D applicata al settore medicale e un nuovo corso di formazione.

Tecnico per la fabbricazione digitale biomedicale

Come spiega Massimo Moretti, Ceo di WASP, l’azienda sta per lanciare un corso di formazione: “Tecnico per la fabbricazione digitale biomedicale”. Mira alla preparazione di una figura professionale in grado di realizzare parti di supporto medicale in stampa 3D diretta, con l’ausilio di strumenti di acquisizione digitale, software dedicati e macchine di stampa 3D. Una figura che in futuro troverà crescenti ambiti di applicazione, dal momento che la stampa 3D in medicina sta diventando un insostituibile elemento d’innovazione, con vantaggi concreti per pazienti e personale sanitario. I possibili settori di attuazione vanno dalle rappresentazioni a scopo didattico o preparatorio di tessuti molli, parti dell’apparato scheletrico o dentale, alla costruzione di supporti personalizzati per la cura di scoliosi o lordosi, per guide chirurgiche e per agevolare interventi, dalle protesi non impiantate, estetiche e funzionali, alla costruzione di strumenti chirurgici personalizzati.

Protesi, corsetti e plantari: i successi del gruppo WASPmed

Uno dei primi a utilizzare una stampante WASP, riscontrando grandi miglioramenti nel trattamento della scoliosi rispetto ai metodi tradizionali, è stato il dottor Lelio Leoncini, direttore sanitario del Centro Medico Sanatrix di Rionero in Vulture, che al personale del Rizzoli ha mostrato corsetti, tutori e plantari molto più comodi e precisi rispetto ai supporti tradizionali, in particolare se confrontati con i classici sostegni in gesso, poco pratici e difficili da realizzare con esattezza.

Tra i risultati del gruppo WASPmed illustrati durante l’incontro allo IOR, ci sono inoltre le straordinarie protesi dell’ingegner Marco Avaro, direttore e protesista presso il Laboratorio Ortopedico Del Bene Fabio di Trieste, che da oltre due anni realizza arti sostitutivi con le DeltaWASP, aiutando fra gli altri sportivi paralimpici, vittime di armi da fuoco e mine antiuomo: supporti in materiali leggeri e resistenti grazie ai quali persone amputate sono tornate a camminare, a correre, a fare surf.

Innovazione nello studio dei materiali

Per l’attività di WASPmedical e lo sviluppo della stampa 3D in ambito sanitario è fondamentale lo studio dei materiali e dei filamenti, allo scopo di ottenere oggetti sempre più resistenti e flessibili, a prezzi contenuti. Dario Pizzigoni di TreeD Filaments, opera nel settore dei polimeri: è l’esperto della plastica. “Si lavora molto con i materiali compositi – spiega – formati da più polimeri o da un polimero unito a un altro elemento, ad esempio il carbonio. Un vantaggio dell’utilizzo di questi materiali è la biodegradabilità. È un settore in grande espansione, siamo ancora all’inizio della nostra ricerca: ci sono moltissimi nuovi polimeri da sperimentare”.

Interdisciplinarietà e tecnologia, futuro della medicina

Oltre ai singoli e specifici sviluppi tecnologici, elemento centrale nell’applicazione della stampa 3D in ambito medicale è l’interdisciplinarietà, l’intreccio di differenti “expertises”, competenze appartenenti ad ambiti diversi, dal design alla progettazione, dall’ingegneria alla medicina, fino alle competenze in ambito legale. Una visione condivisa e portata avanti dal gruppo di ricerca dello IOR, coordinato dall’ingegnere Alberto Leardini, a capo del Laboratorio Analisi del Movimento dell’Istituto, che opera con l’obiettivo di creare protesi capaci di adattarsi al paziente. “Non possiamo più pensare di occuparci di un singolo settore – spiegano gli ingegneri Leardini e Leonardo Vivarelli, del Laboratorio Prometeo -. Il futuro della medicina è nell’interconnessione delle competenze, con l’ausilio fondamentale della tecnologia, nella direzione dello sviluppo di strumenti sempre più personalizzati e a misura del paziente”. La direzione che tutti i componenti di WASPmed, insieme, stanno seguendo.

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