Storia di un inizio – Dal diario di WASP

Storia di un inizio – Dal diario di WASP

Sono passati due anni e mezzo dalla nostra prima apparizione pubblica, un piccolo mercatino di radioamatori. Non avevamo ancora venduto una macchina ma eravamo pieni di entusiasmo, speranze ed idee. Avevamo investito molto sul progetto e se non avesse funzionato sarebbe stato un problema.

Rileggere questo articolo ha risvegliato i ricordi  di quella mattina in mezzo alla nebbia della campagna di Marzaglia, l’emozione di quegli esordi.
Ci stupiamo ancora di quanto l’evoluzione del progetto sia stata veloce, si parla di noi in tutto il mondo e vendiamo macchine all’estero, molte di quelle idee sono diventate realtà e ne sono nate di nuove…ma tutto è iniziato così, con una piccola stampante ed una comunità di smanettoni, makers, vecchi tecnici a supportarci: mani ed occhi curiosi tra cui ci riconosciamo, la lingua è la stessa.

L’idea di come tutto è iniziato un po’ ci commuove, ma se ci guardiamo intorno vediamo tutti i giorni le scoperte, le disdette, gli intoppi, le vittorie di ognuno di noi e capiamo che il cuore del progetto è sempre lo stesso, e batte fortissimo.

Ripubblichiamo questa pagina di diario per tutti coloro che presentano oggi il loro progetto, per dare fiducia a chi crede nel proprio obiettivo.
I problemi e le difficoltà esistono e rimangono, ma la speranza che diventa fiducia e la fiducia che si trasforma in dedizione non possono essere fermate.
Le complicazioni sono diventate spesso vere e proprie possibilità, nel nostro percorso. I pensieri positivi prendono forma.

A tutti i pionieri di ieri, di oggi e di domani.

 

9 settembre 2012

Ieri battesimo della WASP a Marzaglia.

Arrivo sul posto alle 3,15 del mattino con l’amico Federico, siamo esausti: abbiamo passato la notte in bianco e quindi dormicchiamo nell’ atmosfera surreale di una fila di macchine in attesa, di fronte ad un cancello chiuso. Macchine e furgoni carichi di diavolerie elettroniche: radio d’epoca, oscilloscopi, apparecchi difficilmente identificabili.
Le regole di ingaggio sono chiare: chi arriva prima si mette dove vuole, noi di WASProject siamo nella zona delle associazioni.
Abbiamo la presa di corrente e siamo sotto una tenda, mi chiedo perchè montare alle 5 di mattina, chi verrà così presto in questo luogo? Ma poi succede che mentre montiamo si ferma uno, poi un altro, e capisco che qui siamo tutti visitatori ed espositori al tempo stesso, un covo di smanettoni cresciuti a pane e stagno.

Da subito mi accorgo che chi si ferma vuole informazioni per auto-costruirsi una stampante solida, mi trovo fra simili, li capisco. Il bello qui è riuscire a fare una cosa, non possederla. La processione procede fino a sera fra vecchi tecnici che probabilmente si sono auto-costruiti le prime valvole termoioniche.
Mi piace spiegare il funzionamento della stampante ad uno di loro, stupito dalla WASP non crede ai suoi occhi: “ma dov’è l’utensile ? come si mette la plastica? cosa significa?”…curioso come un bambino vuole capire e traduce le informazioni che gli do con parole sue. Quando gli racconto del progetto di costruire case a costo 0 è entusiasta, mi ringrazia di cuore delle cose che gli ho ho fatto vedere.

Poi arriva un frate Francescano, che ci fa lì? gli presento la stampante per risolvere il problema delle case nel mondo, mi fa i sui complimenti.
I nostri vicini di stand sono un’associazione che si occupa di radioattività , si chiamano con il loro nick name, un certo Tesla parla con me di ionizzazione quando arriva un ragazzino, minuto , sui 15 anni, che dice “mi serve un consiglio, un oscilloscopio doppia traccia tektronik 20 megahertz a 40 euro è un buon affare?” gli rispondo “guarda che dietro a quell’albero c’è uno che ha un 35 mhtz per 45 euro, vai prima che sia troppo tardi”… quasi mi commuovo, non poteva esserci luogo migliore per presentare la WASP. Questa è la base, la crema di chi ama fare, capire, vedere, sperimentare in prima persona.

Avevo i tavoli belli con i teli bianchi , ma eravamo troppo belli, così non ho montato i teli ed ho lasciato tutti i fili in vista, disordinati come vuole la scenografia del laboratorio smanettone.

Per tutta la giornata io e Federico presentiamo il progetto ad una fila continua di persone. Federico crea un percorso utensile per la fresatura da un decimo di millimetro per lasciare andare la macchina, la WASP si comporta perfettamente anche nella fresatura. Nel percorso utensile casualmente si crea una zona microscopica dove l’utensile non passa , un muro di plastica di circa un decimo di spessore cresce, tutti cominciano a notare la precisione della fresatura.

Incontro gli amici del gruppo che si occupa di fotografia laser, distribuisco molti depliant ed invito tutti a comunicare con noi sul sito.

Ottima giornata: nella comunità di chi fa si comincia a parlare di WASP.

Massimo

Storia di un inizio – Dal diario di WASP ultima modifica: 2015-03-27T12:16:37+00:00 da Veronica