Ogni giorno un nuovo problema e una nuova soluzione

Ogni giorno un nuovo problema e una nuova soluzione

Martedì 2 agosto 2016

Qui a Shamballa i giorni passano veloci. Ogni giorno un nuovo problema e una nuova soluzione. Ci fa compagnia Radio Paradise, la radio “ufficiale” del cantiere. Ogni tanto qualche curioso del paese si avvicina e non mancano le critiche, tipo “avreste fatto prima col badile e la cazzuola”. La risposta sarebbe facile, “anche chi ha inventato il motore a scoppio avrebbe fatto prima andando a cavallo”, ma sono cose che non si dicono.

Qualche giorno fa, siamo stati assaliti da un momento di depressione, quando dopo avere stampato per un’intera giornata, un acquazzone improvviso e molto violento ha fatto collassare il lavoro appena eseguito. Per alcuni istanti siamo rimasti lì attoniti a guardare il muro che lentamente si afflosciava. L’impressione era che tutto stesse crollando. Eravamo combattuti fra due stati d’animo: restare a osservare l’inevitabile, o agire facendo il possibile. Ben presto il secondo ha preso il sopravvento. Abbiamo cominciato a scavare con le mani la parte superiore della terra che stava collassando, quella zuppa d’acqua (in pratica solo gli ultimi centimetri) ed è parso evidente che il lavoro fatto nei giorni precedenti non avrebbe ceduto. Così abbiamo ritrovato fiducia e lo sconforto ci ha abbandonato. Poi abbiamo ripreso a stampare e siamo andati avanti fino al tramonto per riportare la stampa al livello dei giorni precedenti, sotto lo sguardo severo del muratore di turno che, scuotendo la testa, continuava a ripetere che avremmo fatto prima ad usare il badile e la cazzuola.

La sera, una ricerca su internet ci ha fatto scoprire che già gli antichi Romani erano maestri nel miscelare i materiali per ottenere ottimi impasti. E soprattutto abbiamo capito che un po’ di calce, appena il 5% del materiale, sarebbe stata sufficiente a migliorare del 35% la tenuta complessiva. Insomma: dopo aver stampato più di un metro di casa usando solo terra e paglia, ci siamo resi conto di dover lavorare molto di più sullo studio dei materiali. Il nostro approccio troppo garibaldino ci stava portando fuori strada, stavamo utilizzando una macchina iper efficiente e avanzata senza le necessarie conoscenze sui materiali.

Così abbiamo comprato un metro cubo di sabbia e 10 sacchi di calce, che costano 30 euro. Aggiornando i nostri calcoli, abbiamo scoperto che con circa 100 euro si può stampare una casa. Una spesa che rimane decisamente affrontabile, per cui d’ora in poi useremo la calce per migliorare l’impasto. Fermo restando che, come abbiamo dimostrato, anche senza calce il muro può essere costruito.